Scambiamoci di posto

Buona sera a tutti,
eccomi di nuovo qui per ricostruire un dialogo di oggi pomeriggio con il mio filosofo giurista.
Antefatto: essendo di corsa e dovendo ultimare una paio di cose, ho chiesto a  Luca di dare una mano a sua sorella con i compiti.
Dopo un po' accade questo:

Luca (tra la disperazione e il fastidio): «Mamma, io non ce la posso fare! Non ce l'ho la tua pazienza!»
Io: «Ah, bene, amore! Non sai quanto questo mi faccia sentire meglio oggi. Allora non sono poi così male come mamma».
Luca: «Mamma, che dici? Sei la migliore mamma dell'universo
Io, gongolando per l'iperbole, assumo un'aria alquanto ebete da mamma oggetto di complimenti filiali.
Luca:«Io non ce la faccio a stare dietro a Sara che continua a scherzare e a non prendere sul serio i compiti»
Io: «Mmmhhhh...aspetta... chi mi ricorda?»
Luca:«Me, che faccio lo stupido e non capisco quanto sia importante finire i compiti presto prendendoli sul serio. Ma ti assicuro che più che comportarsi da cretino  è molto più difficile seguire altri che si comportano così»
Ah.... respiro! E mi godo la soddisfazione di avergli fatto capire una cosa, senza volerlo, attraverso un gioco di ruolo involontario.
Non è mia intenzione approfondire il tema dei giochi di ruolo, strumento educativo che uso molto spesso nei miei incontri formativi, e che merita una riflessione a parte.
Come avrete capito, però, il suo punto di forza fondamentale sta nel "costringere" qualcuno a immedesimarsi in un ruolo che non gli è proprio, per imparare a vedere le cose secondo il punto di vista dell'altro.
Che dite..... raccoglierò i frutti di questa formazione indiretta nei prossimi giorni?
Continuate a seguirmi... magari lo  scopriremo insieme!

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