Il caso non esiste...ovvero la filosofia di Kung Fu Panda

Apro oggi una nuova sezione, dedicata al cinema d'animazione che offre sempre perle di saggezza e strumenti educativi da studiare, analizzare e utilizzare in varie situazioni. 
Al momento, come potete bene immaginare, noi dedichiamo a questo genere cinematografico gran parte delle nostre serate e, durante il lungo e odioso inverno, anche numerosi pomeriggi. Non che ci dispiaccia, ma ogni tanto io e mio marito avremmo voglia di vedere nello schermo esseri umani in pixel, carne e ossa, piuttosto che coloratissimi giocattoli in computer grafica o simpaticissimi panda che sognano di diventare maestri di Kung Fu...
Scherzi a parte, posso assicurarvi che dopo ogni visione del film (anche dopo la trecentosettantaduesima...) si riesce a cogliere una sfumatura nuova, un messaggio pedagogico diverso e soprattutto si notano dettagli che al primo sguardo (o al trecentosettantunesimo) erano sfuggiti.
Per inaugurare questa sezione, voglio partire dal primo capitolo di Kung Fu Panda, saga che ha avuto il suo esordio nel 2008. Si tratta di un film prodotto dalla DreamWorks Animation e diretto da Mark Osborne e John Stevenson.
Ambientato nell'antica Cina, ha per protagonista un panda non particolarmente "in forma" di nome Po, cresciuto insieme a un padre molto diverso da lui (è, infatti, un'oca) che lavora come "spaghettinaro" e sogna per il figlio adottivo lo stesso futuro professionale. Po, contravvenendo ai desideri del padre, e alle sue "doti" fisiche, sogna invece di diventare un grande maestro di Kung Fu, in grado di affrontare  e sconfiggere qualsiasi nemico perchè, come dice lui stesso, «non c'è prezzo per la miticità...neppure per l'attraenza!».
Il giorno in cui la città è in festa per l'imminente assegnazione del titolo di Guerriero Dragone a uno dei cinque cicloni (i più grandi maestri di Kung Fu istruiti e allenati da Maestro Shifu) Po piomba letteralmente davanti a Oogway, vecchia e saggia testuggine, proprio nel momento in cui sta per scegliere colui che dovrà salvare la Valle della Pace dal potentissimo e cattivissimo Tai Lung. E questo porta il grande maestro a scegliere proprio il panda, lasciando tutti senza parole. L'aspetto e ... il peso del prescelto non corrispondono, infatti, all'idea che tutti hanno del mitico guerriero dragone. Ma, come dice più volte Oogway, il caso non esiste per cui la presenza di Po davanti a lui, in quel preciso momento, deve corrispondere  a un disegno superiore che ha previsto per lui un compito così importante. Per eliminare ogni dubbio dalla mente di maestro Shifu, a cui è affidato l'arduo compito di addestrare il panda, Oogway afferma che questo sarà possibile solo se sarà «disposto a guidarlo, a nutrirlo, a credere in lui».

                                        

Come ogni genitore, Shifu deve solo saper cogliere nel suo allievo le potenzialità nascoste e trovare il modo giusto per farle emergere e valorizzarle.
Dal canto suo, Po è costretto ad affrontare la propria insicurezza e la difficoltà ad accettarsi così com'è, ma Oogway lo convincerà a non pensare troppo a ciò che è stato e a quello che sarà perchè «Ieri è storia, domani è mistero, ma oggi è un dono.. per questo si chiama presente».
Da qui ha inizio il vero e proprio percorso di crescita emotiva e spirituale  di Po che lo porterà ad acquisire una grande consapevolezza: non esiste nessuna ricetta segreta per diventare il guerriero dragone, e il fatto che la sacra pergamena non rifletta altro che la sua stessa immagine indica proprio che l'unico modo per rendere qualcosa speciale è credere che lo sia e cercare dentro se stessi questo valore.
Grande insegnamento da trasmettere ai nostri figli: credere in se stessi prima di tutto e sapersi guardare dentro per potere sbocciare come un magnifico fiore.
E grande fonte di speranza anche per noi che quotidianamente lottiamo per cercare di essere dei buoni genitori: non esiste nessuna ricetta e  nessuna sacra pergamena che ci potrà mai insegnare ad essere genitori perfetti. Basta credere nel fatto che siamo gli unici (e per questo straordinari) possibili genitori per i nostri figli.


Commenti

  1. "siamo gli unici ( e per questo straordinari) possibili genitori per i nostri figli": ottima filosofia per addolcire le crisi di impotenza genitoriale e il senso di inadeguatezza crescente!

    Grazie per la perla di saggezza! :)
    Eugenia

    RispondiElimina
  2. «Ieri è storia, domani è mistero, ma oggi è un dono.. per questo si chiama presente»
    I brividi nel risentire questa frase... Stupendo articolo!

    RispondiElimina
  3. Viva i genitori imperfetti, perchè lasciano ai figli spazio per essere migliori

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari