Crayola capitolo secondo: le tempere lavabili


Buongiorno e buon inizio di settimana. 
Per me è una settimana molto importante, in quanto è l'ultima da trentatreenne (l'ho scritto in lettere per confondere un po' le idee e depistare l'attenzione del lettore sulla mia età reale) visto che domenica è il mio compleanno. Di questo evento vi parlerò, se tutto andrà bene, dopo almeno 24 ore, data la nostra  particolare predisposizione a "santificare" in modi sempre molto alternativi e poco piacevoli tutte le feste, laiche, religiose e pagane.
Oggi, invece, voglio raccontarvi del nostro secondo approccio con i prodotti  Crayola. Lo so che avevo promesso di iniziare dal Risodò, ma poichè l'esperienza di oggi con le tempere lavabili è stata davvero entusiasmante e in qualche modo ha salvato una mattinata che prometteva molto male, rimando il capitolo della pasta di riso al prossimo post.
Quando parlo di mattinata salvata non esagero e provo a spiegarvi il perchè. 
Vi ho già detto che il nostro appartamento al momento somiglia molto ad una serra e che il termometro (se ce l'avessi!!) registrerebbe come minimo una temperatura di 35 gradi con annessa afa ed elevato tasso di umidità. 
Questo, ovviamente, rende l'aria particolarmente "respirabile" e "piacevole", e provoca in noi uno stato di "grazia" che, oltre ogni immaginazione, somiglia alla condizione di una cassetta di pomodori dimenticata nel cofano di un'automobile il 15 agosto!
Questa condizione è particolarmente difficile da sopportare nelle ore notturne, grazie anche alla nostra sistemazione "condominiale" da incalliti co-sleepers, motivo per cui la nostra nottata è stata molto movimentata, interrotta e...sudata!
Confidando nella totale comprensione di ognuno di voi che si trova in condizioni simili alla nostra, credo che possiate immaginare quanto una nottata orrenda sia direttamente proporzionale a un risveglio difficile con connessa mattinata faticosa ed elettrica.
Ognuno carico di una buona dose di nervosismo facile da trasmettersi grazie all'aria pesante e quindi ottima conduttrice di elettricità, abbiamo rischiato il corto circuito intorno alle undici, orario in cui la stanchezza di Luca cominciava a farsi sentire e si trasformava nel pericoloso vortice richiesta di attenzioni-lamento-urlo che stava innescando in me un serie di reazioni potenzialmente pericolose.
Proprio mentre stavo cercando uno spigolo molto tagliente su cui sbattere la testa, come per magia mi si è accesa una luce: le tempere della Crayola!!!!! Ed ecco che, consapevole della confusione che si sarebbe creata, ma anche di quanto sarebbe stato pericoloso assecondare lo stato emotivo del momento, ho avanzato la mia proposta: «Pitturiamo con le mani???».
La reazione di Luca inizialmente è stata un po' perplessa e contrariata, poichè fino a ieri, per dissuaderlo dall'aprire i barattolini di tempera in casa, lo avevo convinto ad aspettare di essere in campagna, dove avremmo trovato spazi e ambienti più adeguati. 
Mettendo in pratica la mia proverbiale capacità oratoria che, diciamolo pure, riesce a salvarmi da tutte (o quasi) le situazioni complicate, l'ho convinto a riformattare il sistema e a rivalutare la possibilità di adeguare la nostra cucina urbana alle esigenze della pittura digitale e creativa.
Dopo un attimo di crisi madre-figlio, seguita da una manciata di secondi di riflessione del filosofo biondo, ecco la sua sentenza: «D'accordo, mamma! Mi hai convinto! Saraaaaa, pitturiamo, la mamma mi ha convinto!».
E da lì è iniziato il divertimento puro e coloratissimo.
Dopo aver coperto il tavolo con una tovaglia e ignorato le rimostranze della nonna che voleva dissuadermi per il timore di non riuscire a recuperare tavolo, tovaglia e bambini, abbiamo dato inizio alle danze:

-per prima cosa abbiamo versato alcuni colori nei piattini perchè fossero più facili da prelevare: 



-poi abbiamo distribuito fogli bianchi, per sciogliere un po' il ghiaccio spalmando macchie indistinte di colore:

-a questo punto siamo passati alla fase successiva: la mamma ha tracciato i contorni di due disegni naif (prato-albero-sole per Luca e farfalla per Sara) e loro li hanno pitturati con le dita:




-la fase successiva, inevitabilmente, è stata quella della body art alla quale si è dedicata soprattutto Sara spalmando le sue braccia, e non solo quelle, del suo adorato rosa:



-ultima tappa è stata quella di mettere insieme le nostre opere e fotografarle, ed ecco il risultato:


Quello che è venuto dopo, come potete bene immaginare, si è svolto in bagno, e più precisamente dentro la vasca, dove li ho infilati per la necessità di riportarli all'originario colore della pelle e dei capelli. Devo dire però che queste tempere sono veramente lavabili, poichè hanno iniziato ad andare via già al semplice contatto con l'acqua. Presto vi farò sapere anche il risultato del lavaggio sui vestiti e su qualcos'altro visto che ho intravisto sparse per casa, tra muri e pavimenti, alcune tracce della creatività di stamattina!
Nel frattempo, se vi va, fatemi sapere cosa ne pensate della nostra coloratissima opera. 
Aspetto i vostri commenti!

Commenti

  1. Bellissima esperienza creativa per i tuoi bambini!!!
    Ciao Ely, ex collega di università e ora "collega" di blog...ma chi lo avrebbe mai detto?!?
    Da oggi sono anche io una tua follower!
    Ciao
    EVELIN

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    1. grazie collega! Il mondo è piccolo a quanto pare e i talenti tanti!!!! Modestamente.........
      Un abbraccio
      Elisa

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  2. Che bello vedere i bambini imbrattati di tempere!

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    1. Bellissimo davvero....mi sono confusa un po' nella fase del prelavaggio ma c'è voluto poco!

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  3. Opere stupende! Anche noi siamo passati ai lavabilissimi crayola, gi é amante del body painting e vengono via che é una meraviglia!

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