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giovedì 23 febbraio 2012

Per fare un tavolo ci vuole un pruppo

Eccoci alla prima "rubrica" del mio blog. Il titolo è la citazione di una frase celebre del mio piccolo grande  uomo, intenzionato a dare un nuovo taglio personale alla famosa canzone di Sergio Endrigo Ci vuole un fiore. Dopo molto tempo non abbiamo ancora capito cosa sia un pruppo e quando provo a chiederlo a Luca anche lui mostra una certa perplessità.
In questo spazio ho intenzione di raccogliere tutte le frasi celebri dei miei piccoli rompiscatole, contestualizzarle, e proporvele per farvi ridere, magari fino alle lacrime, o per farvi riflettere su quanto un cervello apparentemente innocuo possa essere sopraffino e....diabolico. Vi capiterà di leggere strafalcioni linguistici, interpretazione soggettive (molto soggettive) della realtà, furbissimi modi per giustificare errori, marachelle e quant'altro e scambi di battute e opinioni tra Luca e Sara o con l'intervento di altri interlocutori.
Per  iniziare vi racconto di un episodio di qualche sera fa.
Sara piangeva "disperatamente" dopo aver ricevuto un rimprovero dal papà il quale, a un certo punto, le dice di essere un'attrice. Da quel momento è partito uno scambio di battute che devo assolutamente riportare in forma diretta:


Papà: «Sei un'attrice!»
Sara: «NO! Io mo chiamo Sara!» (battuta detta tra le lacrime e con il suo tono da lady di ferro che non ammette repliche)
Luca: «Sara, non si piange a casa, si piange a scuola!»
Sara: «Tu BATTENE a casa!»
Luca (perplesso e con l'espressione di chi si sente sfrattatao): «Ma io SONO a casa!.......Altrimenti....non saprei dove rifugiarmi!»

Vi lascio cercando di immaginare la vostra reazione.....

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