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venerdì 24 febbraio 2012

Co-sleepers anonimi

Ciao, mi chiamo Elisa, e sono una co-sleepers.
A questo punto, ognuno di voi dovrebbe intervenire rispondendo: «Ciao Elisa» e predisponendosi con empatia e partecipazione all'ascolto della mia esperienza, comune a molti genitori.
Strofinandomi il collo col palmo di una mano e stringendo con l'altra quella di mio marito, dovrei proseguire in questo modo: «Da undici giorni Luca non dorme più nel nostro letto» e questo dovrebbe suscitare sguardi ammirati di approvazione e solidarietà per questo traguardo raggiunto con tanta fatica. L'entusiasmo, però, sarebbe subito smorzato dal seguito del racconto: «La nostra secondogenita, però, continua a dormire con noi e non siamo ancora certi che il trasloco sia definitivo». Questa precisazione probabilmente causerebbe sguardi di scetticismo e disapprovazione nei più severi, ma anche sorrisetti e pacche sulla spalla da parte dei più comprensivi e di quelli che ancora lottano come noi per disintossicarsi. 
Ma partiamo dall'inizio....
Molti di voi sanno che da quando è arrivata Sara, il nostro si è trasformato in un " magnifico tenero e scomodissimo Letto a quattro piazze", unico modo per sopravvivere alle difficoltà connesse con quella che ogni genitore aspetta con ansia mista a terrore puro: l'ora della nanna, specialmente se questa si colloca in un orario che si aggira intorno alla mezzanotte. In questi casi, molto spesso, l'unica soluzione per i poveri genitori, reduci da una giornata di lavoro, lotte sociali e polvere mista a molto altro, è quella di ricorrere al co-sleeping, ovvero il riposo notturno condiviso in una sorta di convivenza condominiale coatta. Ignorando tutti gli altri effetti collaterali come cervicali distrutte, mal di schiena, gambe atrofizzate e bacio della buonanotte via mail tra me e mio marito, abbiamo sempre faticato a scrollarci di dosso quest'abitudine.
Più volte, in realtà, abbiamo provato a disintossicarci, e in alcuni casi ci sembrava quasi di esserci riusciti. L'astinenza più lunga risale a un anno fa, periodo in cui i bambini hanno svuotato il nostro letto per circa un mese. A questa breve parentesi idilliaca, sono seguiti altri dodici mesi di dipendenza assoluta che ha peggiorato notevolmente la nostra artrosi, anche a causa della crescita fisica dei nostri "ospiti" che hanno pure cominciato a pretendere spazi più ampi e, cosa particolarmente carina, a reclamare solo ed esclusivamente il mio fianco e, per precisare, il mio fianco destro. Poichè anatomicamente la natura mi ha fornito di un solo fianco destro, vi lascio immaginare i tre quarti d'ora di lotta per la conquista del territorio tra i miei adorabili angioletti.
Mossa quindi dall'esasperazione, e soprattutto dal desiderio di recuperare al più presto i miei fianchi e ricominciare a dare il bacio della buonanotte a mio marito, sto di nuovo tentando una terapia di recupero e disintosicazione. Ho deciso di procedere per gradi: al momento stiamo lavorando su Luca che sembra deciso a non mollare e sembra aver capito che da soli si sta più comodi e si dorme meglio. Per la piccola ci riserviamo ancora un po' di tempo anche perchè ogni disintossicazione, per non essere letale deve essere lenta e graduale!
Per concludere, come sempre, una perla del mio filosofo.
Qualche sera fa, distrutta e quasi senza voce dalla stanchezza, ho messo Luca a letto, gli ho rimboccato le coperte e gli ho letto due libri che, purtroppo come spesso accade, non gli sono bastati. Vedendolo ancora sveglio, allora, ho provato a dirgli: «Ora basta tesoro, chiudi gli occhietti e dormi, io rimango con te ma basta storie». A questo punto, col suo solito labbruccio implorante ha detto: «E non mi racconti niente? E io senza storia rimango vuoto?!?».

3 commenti:

  1. Condivido in pieno tutto quello che hai scritto! Io e mio marito dormiamo (eufemismo) ai margini di quello che era il nostro letto ormai da 20 mesi, da quando il nostro piccolo 'intruso' è venuto al mondo! :) Silvia

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    1. "Dormire" non si addice davvero al nostro "tentativo spesso inutile e faticoso di riposare nelle ore notturne!" Io però continuo a confidare nel fatto che, prima o poi, potremo ritornare a farlo come si deve. In bocca al lupo reciproco.
      Grazie Silvia

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  2. A me piace il cosleeping! Per avere più spazio abbiamo adottato la soluzione sidebed, certo, ci sono notti che si sta come le cozze allo scoglio... Ma cosleeppare fa bene a lui e fa bene a me <3 E poi io credo fermamente nel concetto "la dipendenza di oggi è l'indipendenza di domani", per esperienza personale (sono stata nel lettone fino a 9 anni- no, non suicidarti! :P- e a diciotto ero già fuori casa, felice e beata :) )...

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